Appena l’ho scoperto ho pensato subito che me lo sarei tenuto come sorpresa

per il prossimo numero (ormai in dirittura di arrivo).


Poi - talmente colpito dall’assaggio (dopo più di un giorno è ancora qui, bello pimpante) -

mi è sembrato giusto sfruttare la rapidità del web.


Il vino in questione - un Valgella 2007, ancora privo di etichetta - è il primo frutto del

progetto “Adotta un vigneto in Valtellina”, nato da un idea di Giacomo Mojoli, subito sostenuto

da Beppe Bonsieri del Sunny Valley Resort di Santa Caterina Valfurva,

e concretizzato dal giovane Aldo Rainoldi.


Cosa che messa così, mi rendo conto, sa tanto di operazione commerciale.


Del tipo: prendi un buon vino firmato Rainoldi (è c’è solo l’imbarazzo della scelta), gli cambi l’etichetta e il giorno dopo lo metti sulla rampa di lancio.


E invece no.

Questo Valgella ha un carattere tutto suo, assolutamente spontaneo e senza filtri stilistici,

magari un po’ semplice nel peso e nell’articolazione, eppure generoso

e accattivante come pochi altri.


Quanto basta per esprimere un territorio e dare valore a un’idea,




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