26 settembre 2012 | Mauro Erro

Chablis Vieilles Vignes 2010, Guy Robin

di Mauro Erro
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Molti credono che il sapore di un vino, la sua persistenza al palato dopo la deglutizione, sia questione di peso. Per cui più il vino è ben messo in sostanza e più sarà saporito, più è magro, più sarà scialbo. In realtà, le cose non stanno proprio così.
Per essere più chiaro non parlo di persistenza gustativa tout court, né di quella capacità che hanno alcuni vini di aprire, come fosse una coda di pavone, un ampio ventaglio di aromi per via retrolfattiva.
Parlo di quella dote che è in seno a questo vino: quella stratificazione di aromi che si presentano con la leggerezza della carta velina che a sfoglie si posa sul palato. Della capacità aromatica di essere infiltrante e al tempo stesso leggiadro e puro, di lasciare la bocca piena di sapore di giusto dettaglio; senza pretendere di essere un vino cervellotico, ma al contrario, un vino di semplice e immediata lettura.

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