12 giugno 2012 | Mauro Erro

Eitelsbacher Karthauserhofberg Riesling Spatlese 2010, Karthäuserhof

di Mauro Erro
kartauserhof

C’è una domanda che provoca all’appassionato una certa inquietudine. Quando potrò stapparla?
Una domanda ricorrente e che riguarda la gran parte dei vini che si acquistano. Una domanda che un po’ vuol divenire regola: che acquieti la nostra voglia e curiosità di stappare la bottiglia il prima possibile. Una domanda sostanzialmente senza risposta perché, a meno di berne continuamente, non potremo mai sapere quale sarà il momento giusto per stappare una bottiglia e coglierla all’apice della sua espressione.
Una domanda che diventa una sorta di rebus a molteplici variabili e risposte multiple quando parliamo di riesling tedeschi, difficilmente apprezzabili in giovanissima età per svariati motivi.
Innanzitutto per il grado zuccherino sempre presente che a seconda del predicato aumenta. Poi per la quantità di solforosa, di cui i tedeschi di certo non difettano. Infine per l’acidità che, in alcune annate, può tranquillamente arrivare al doppio, in termini numerici, di un qualsiasi vino bianco italiano che definiamo acido, e che nei primi anni fa assomigliare i riesling più a delle spade laser che a dei vini. E infine l’orizzonte aromatico che abbisogna di un minimo di tempo per disegnare molteplici sfumature.

Tra i vini più accessibili rispetto ad altri in un breve arco temporale vanno annoverati quelli prodotti da Karthauserhof. Innanzitutto perchè siamo nella Ruwer e non nella zona centrale della Mosella. Poi per scelta stilistica, alla ricchezza zuccherina si preferisce una silhouette più affilata, incentrata sul profilo acido/minerale. E ciò vale anche per questa bottiglia che regala pompelmo, erbe aromatiche e borbottii minerali al naso ed una beva trascinante per ritmo, tensione, ma anche per il succo di cui non difetta e l’equilibrio che si riverbera in un finale pulito e nitido. E che lo rende apprezzabile e armonioso nonostante la giovane età.

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