17 gennaio 2014 | Alessandro Masnaghetti

Enogea 52: Valpolicella, assaggi e itinerari

di A M
valpo apertura 52

“Avere una dritta sul vino giusto da acquistare (giusto per i propri gusti!) è importante.
Ancora più importante, tuttavia, è entrare in contatto con
un territorio e con i suoi interpreti.
Per questo, ancora una volta, Enogea arriva in vostro aiuto”

 

Rileggo l’occhiello e per una volta mi rendo conto di non essermi già bruciato buona parte dell’introduzione. Al contrario, qualche riga in più di approfondimento non ci sta affatto male.
In questo articolo, oltre alle consuete degustazioni (con tanti buoni vini da scoprire e da acquistare), troverete infatti una serie di itinerari che riprendono l’antica tradizione “didattica” di Enogea (ricordate il numero 18?). Itinerari che vanno a completare la nuovissima Carta della Valpolicella (un successo grande quanto inatteso) e che nel numero avrebbero potuto essere anche molti di più, vuoi per la vastità della denominazione e vuoi per il numero sempre crescente di produttori. Dovendo però trovare un compromesso e volendo conservare allo stesso tempo l’aspetto turistico, la scelta di pochi itinerari ad ampio respiro è venuta naturale. Chiaramente, non potendo poi scrivere un tomo a parte solo sui produttori (e in fondo, per questo, ci sono già le guide dei vini), ho dovuto mettere alla prova le mie già collaudatissime e rinomate doti di sintesi (lo chiamavano “il distillatore”), e nel farlo ho cercato – per quanto possibile e con le necessarie eccezioni – di dare la precedenza ai nomi meno “frequentati”. E anche così, molte aziende che troverete negli assaggi non le ritroverete poi negli itinerari, ma in fondo il bello del gioco è proprio questo: conservare il canovaccio turistico/esplorativo dell’itinerario e poi aggiungere o togliere a vostro piacimento le “pedine” dei vari produttori. Secondo gusto e ispirazione.
E a proposito di gusti, se già in assaggio li affronto con una buona dose di “simpatia”, quando poi si passa a tavola i Valpolicella d’annata diventano dei veri e propri favoriti: vuoi per la spontaneità di beva, vuoi per il prezzo (in carta sono quasi sempre…[...]

Visitare la Valpolicella: consigli, generalità e avvertenze

valpo itinerari

1) Come prima cosa bisogna ricordarsi che la Valpolicella è grande. Certo non è il Chianti Classico o Bordeaux, ma non è nemmeno Barolo e ancora meno Barbaresco. Oltretutto, giusto nel mezzo, c’è Verona e l’unico modo per aggirarla è la tangenziale, che in certe ore e in certi giorni può riservare sorprese (di attraversarla comunque nemmeno se ne parla). Impossibile quindi pensare di improvvisare e di saltare da un capo all’altro della denominazione.

2) Una volta metabolizzato il punto 1 si tratta ora di individuare la via di accesso migliore, cosa per la verità piuttosto semplice. Infatti, quale che sia la vostra provenienza, per entrare in Valpolicella classica la soluzione più naturale è l’uscita Verona Nord sulla A22, prendendo poi la bretella a due corsie che porta in direzione delle colline (ad ogni modo ci sono anche le indicazioni “Valpolicella”). Nel caso vogliate invece puntare prima sulla Valpantena o sulla Valpolicella “allargata” (o meglio “orientale”, come scriverò da qui in avanti), la scelta ricadrà in entrambi i casi sull’uscita Verona Est della A4, con l’eventuale opzione, per chi arriva da oriente, dell’uscita Soave.

3) A questo punto bisogna decidere il periodo della vostra visita, soprattutto se non siete monomaniacali e volete godervi anche il resto che la Valpolicella può offrire. Fino a qualche anno fa il periodo classico era la primavera, perché c’erano i ciliegi in fiore. Ora che i ciliegi non ci sono più (o quasi), tutti i periodi sono buoni, fatta eccezione per l’inverno e per l’autunno più profondo. In estate invece, nel caso faccia caldo caldo, basterà spostarsi in collina, cosa che del resto vi verrà naturale perché basterà poco per rendersi conto che proprio lì si può apprezzare il lato più vero, inatteso e inimitabile della Valpolicella. La pianura, al contrario, sempre più ingolfata dal cemento e dal traffico, potrebbe rappresentare un piccolo trauma. Ma in fondo basta arrivare preparati. Tornando infine a Verona, se è vero che è logisticamente ingombrante, è altrettanto vero che…

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