8 gennaio 2014 | Alessandro Masnaghetti

Lezioni di esposizioni

di A M
Lezioni di esposizione

Molti di voi avranno sentito dire che per individuare le migliori esposizioni bisogna andare in vigna alcuni giorni dopo una nevicata.
Pochi avranno però avuto l’occasione di farlo, e ancora meno si saranno ricordati di osservare le colline con attenzione.
Noi di Enogea abbiamo lavorato per voi!
Gran parte delle vigne che vedete sono da buone a molto buone, ma dove la neve sta iniziando a sciogliersi avete la crema della crema.

PS poi c’è chi vi dirà che con il clima di oggi le posizioni mediocri danno sempre più spesso risultati paragonabili se non addirittura migliori… ma chissà perché, quando si libera un fazzoletto alle Brunate, si fa la coda (e un mutuo) per accaparrarselo.

Lezioni di esposizione

8 risposte a “Lezioni di esposizioni”

  1. maurizio gily scrive:

    perché non tradiscono quasi mai. Soprattutto non tradiscono in annate come il 2013. Complimenti per la foto didascalizzata, bellissimo lavoro.

  2. giovanni solaroli scrive:

    Ne ho avuto una riprova dal Belvedere di La Morra, inizio dicembre di qualche anno fa. Fece tre dita di neve e al pomeriggio dopo con il sole….

  3. bravo Alessandro.
    Io vedo però che le annate fresche e umide sono meno delle annate molto calde. Vigna, dipende dai vitigni che hai piantato. Non tutti gradiscono la posizione sud, non tutti gradiscono la posizione sud-ovest. (Quasi) tutte gradiscono le basse produzione, la buona gestione, la corretta maturazione, i terreni adatti.
    Non è una difesa la mia ma una osservazione per non fare di tutte le erbe un fascio.
    Bravo però, sono davvero contenta che qualcuno in Romagna si sia messo a studiare i nostri territori e valorizzare i nostri migliori terroir.
    Raffaella

    • Alessandro Masnaghetti scrive:

      grazie mille raffaella.
      lungi comunque da me l’idea di generalizzare. nel caso specifico parlavo di cru di barolo e quindi di nebbiolo. e già questo, da solo, è un argomento peloso assai.

  4. Rossano Ferrazzano scrive:

    Certamente le vigne storiche sono diventate quello che sono per buoni motivi, ma uno dei motivi non trascurabili per cui appena si libera un fazzoletto di una vigna celebre chi può si azzuffa con gli altri potenti per accaparrarsela dipende anche dal fatto che è un investimento migliore di qualisasi altro, sia in termini di valore immobiliare (della vigna stessa) sia commerciale (dei vini che se ne traggono).

    Tutto questo a bocce ferme, a prescindere dalla qualità del vino che se trae. Un Brunate di un produttore scarso varrà sul suo listino più di un altro suo Barolo da vigna buona ma non famosa, anche se il vino a causa della scarsità del produttore non è migliore dell’altro.

  5. giovanni solaroli scrive:

    In Romagna circolava un vecchio detto: guerda e sulan ma compra e basen. (Trad: guarda solano ma compra basino.

  6. Elisabetta scrive:

    Bello! Molto istruttivo!
    hai ragione, la prossima volta che nevica mi faccio un giro dalle mie parti, con la macchina fotografica…
    :-)

    Liz

  7. Letizia scrive:

    Che figata!!! Grazie!! Gran bel lavoro.
    Adesso me la stampo in A0 e me la appendo in studio.

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