9 gennaio 2014 | Paolo De Cristofaro

Taurasi 1999, Urciuolo

di Paolo De Cristofaro
vigna-taurasi

Necessario pesare gli aggettivi per un vino che per l’ennesima volta rimescola le carte sul tema aglianico e dintorni. L’ho sempre considerata una bottiglia significativa per esplorare la storia del Taurasi “moderno”, ma le ultime prove non erano state per molti versi all’altezza dei ricordi. Avevo rivisto il “giudizio” un po’ al ribasso, pensandolo come un tipico ’99, nel bene e nel male: affascinante, potenzialmente molto longevo, ma allo stesso tempo con molti rischi di restare “incompiuto”, imbrigliato nella prepotente armatura acido-tannica. Stavolta no: resta un vino molto giovane ma perfettamente a suo agio sulla tavola, perfino armonioso nell’apporto tannico. Anche il naso mostra una crescita di ampiezza e sfumature che non ricordavo: grafite, tartufo, frutti di bosco, pepe nero di quelli belli. La prossima bottiglia magari costringerà ad una nuova marcia indietro, ma davanti a questo ci si toglie il cappello e si esulta.

(foto di repertorio, vecchi starseti centenari)

Una risposta a “Taurasi 1999, Urciuolo”

  1. Antonello scrive:

    Innanzitutto GRAZIE. La tua analisi è perfetta ed il messaggio che hai lanciato lo condivido in pieno. Nel corso degli anni ho dato diverse impostazioni al Taurasi ,ho cercato di fare una versione “moderna” ma non sempre ho avuto dei risultati all’altezza degli sforzi fatti e del nome che porta questo grande vino.

Lascia un Commento