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Christmas Time Christmas Time

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Alessandro Masnaghetti

Diciamo che sono in questo mondo da una ventina di anni (e al mondo da più di cinquanta) e che in tutto questo tempo ho lavorato sodo (Guida Vini d’Italia L’Espresso 2001 e 2002, Vinum Svizzera, Il Giornale, New York Times, Revue du Vin de France, ecc. ecc.), con qualche successo (credo) e con persone a cui devo molto, a cominciare da Luigi Veronelli. Detto ciò: se volete saperne di più sul sottoscritto cliccate qui, oppure – se preferite scrivere direttamente al “manovratore” – provate qui, vi risponderò con piacere alla prossima fermata.

 

Francesco Falcone

Parafrasando Luigi Barzini, il mestiere del degustatore professionale è difficile, con interminabili sessioni di assaggio e lunghe trasferte, ma è sempre meglio che lavorare. E pensare che ho davvero rischiato di diventare un vero lavoratore: infatti, fino all’età di sedici volevo fare il gelataio (i miei genitori erano eccellenti gelatai). Per mia fortuna ho subito capito che c’era un’alternativa e che il gelato era meglio mangiarlo. Così, dopo una serie di esperienze come sommelier in Italia e all’estero, ho cominciato a dedicarmi pienamente al giornalismo sul vino, prima con Sandro Sangiorgi, poi con Alessandro Masnaghetti, che mi ha letteralmente insegnato il mestiere (o almeno ci ha provato). Da dodici anni (ne ho 37) degusto e scrivo e soprattutto viaggio ovunque ci sia una vigna e un vignaiolo, collaborando al progetto editoriale di Enogea e alla stesura della Guida I Vini d’Italia de l’Espresso.

 

Mauro Erro

Al mondo dal ’78, in quello più piccolo del vino sono entrato alla fine degli anni ’90 come volontario. Dal 2006 indosso l’elmetto, lascio definitivamente gli studi in Filosofia e un improbabile futuro di profumiere, aprendo a Napoli un luogo d’incontro per appassionati bevitori: un po’ enoteca, un po’ libreria specializzata, ma soprattutto una buona scusa per bere. Ho avuto, come milioni di italiani, un blog sul vino e dopo qualche esperienza tra quotidiani, riviste e un paio di guide assortite, oggi mi ritrovo in pianta stabile nella redazione di Enogea. Quando sono arrivato si lavorava al 41. Era il gennaio del 2012, ero nel Vulture e caddero due metri di neve. Per scrivermi, cliccate qui.

 

Giampaolo Gravina

Ho studiato Filosofia e insegnato Estetica, senza mai imparare a tagliarmi le unghie. Ho stappato qualche bottiglia nel ristorante Uno e Bino e ne ho raccontata qualche altra a Puri Spiriti di Radio3 Rai, ma entrambe le insegne hanno rapidamente chiuso i battenti (sarà un caso?). Non smetto di sfidare il fuorigioco per la nazionale dei cronisti del vino, anche se il mio talento sportivo brilla con più intensità nei commenti al basket Nba, stravaccato sul divano di casa.
Da oltre dieci anni sono vicecuratore della Guida I Vini d’Italia dell’Espresso, ma non nascondo la mia debolezza per il vino di Borgogna, a cui ho recentemente dedicato un libro edito da Artevino e che lampeggia di tanto in tanto in una rubrichetta su Enogea, di cui curo anche lo spazio de Le Soste.

 

Paolo De Cristofaro

 

Alessio Pietrobattista

Nato e cresciuto a Roma, informatico per scelta, appassionato di vino per vocazione tenuta ben nascosta da anni di presunta crisi astemica derivante da vini sfusi casalinghi di dubbia qualità. Dal momento in cui ho visto la luce tutto nella mia vita è pieno: calice, cantina, giornata (con regolare domanda presentata per ampliamento a 48 ore). Nel frattempo prima Repubblica, poi Gambero Rosso e Intravino.it, ora la Guida all 99 maison di Champagne di Edizioni Estemporanee e Agrodolce.it

 

Matteo Farini

Nato col peccato originale di aver mancato per un mesetto il trionfo mondiale del 1982, e cosa non meno grave di aver avuto i natali nella città del Bùrson, tento di annegare il dispiacere dandomi anima e corpo al vino. Fin dai primi anni dell’univeristà, a Bologna, mentre le altre persone normali si ingozzano di Garzellino frizzante ed improbabili sostanze alcoliche, mi reco alle feste nascondendo bianchi friulani in antri del frigorifero che poi non riesco più a ricordare. Durante questo viaggio verso l’alcolismo come professione, scoppia anche grazie agli amici, un amore mai sopito per le Langhe ed il nebbiolo. Dal primo Porthos letto tutto d’un fiato in piedi in libreria, ai forum tematici e quindi alle prime collaborazioni con il Gambero Rosso il passo è stato breve.