21 maggio 2013 | Mauro Erro

Kallstadter Saumagen riesling kabinett trocken 2007, Koehler Ruprecht

di Mauro Erro
kolherruprecht

Per la gran parte dei consumatori italiani quello dei riesling tedeschi è un mondo oscuro. Per diverse ragioni.
Perchè già è difficile scrivere e pronunciare correttamente le diciture in etichetta: paese, vigna e poi la tipologia che, in caso di “predicato”, si suddivide in varie classi a seconda del grado zuccherino. Quest’ultimo è un ulteriore deterrente. Innanzitutto perchè si ha sempre l’idea, dalle nostre parti, che un vino dolce sia quasi un sottoprodotto. In secondo luogo perchè la sensazione di dolcezza, a seconda dei “predicati” (kabinett, spatlese, auslese, berenauslese, tba e esiwein) può avere molteplici sfumature che ne condizionano l’utilizzo finale, e riuscire ad abbinare un riesling tedesco ad un pasto salato è soprattutto divertissement cerebrale.
Poi ci sono i secchi. I trocken. E a questo punto i conoscitori della materia staranno storcendo il naso, a ragione, perchè se riesling teutonico adda essere, che sia dolce, please.
Vero, ma esistono pur sempre le eccezioni: Emrich Schonleber nella Nahe, Karthäuserhof nella Ruwer e Koehler Ruprecht nel Palatinato ne producono di squisiti.
Come questo 2007 austero, saldo, asciutto e dal profilo terroso. Che a tavola, con polpette fritte e “panzarotti”, se l’è cavata alla grande.

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